Crea sito

Scoutismo in Italia

Lo Scoutismo, sorto per la felice intuizione di Baden-Powell e…

Scoutismo in Italia

Scoutismo in Italia. …sviluppatosi in tutte le nazioni libere del mondo, è dunque una grande innovazione pedagogica.Alla base del metodo c’è il ragazzo o la ragazza, con tutte le esigenze proprie dell’età evolutiva e con le caratteristiche peculiari di gioia, gioco, attività, voglia di fare, di creare, di realizzare.Il capo-educatore si presenta come un tipo imitabile ed un animatore che, facendo leva sulle esigenze del ragazzi, utilizza il metodo scout per farli crescere fisicamente, intellettualmente, religiosamente, moralmente e psicologicamente.Quindi, grandi ideali e mezzi concreti si compenetrano e cercano di stimolare i giovani ad accettare le proposte educative offerte loro in modo entusiasmante.Lo scoutismo si rivolge così all’animo ed al fisico dei giovani e, di conseguenza, li coinvolge in tutta la loro esistenza. In Italia lo Scoutismo arrivò verso il 1910.Nella primavera del 1910, infatti il giovane maestro di ginnastica Remo Molinari di Bagni di Lucca, su indicazione di Sir Francis Vane che aveva conosciuto personalmente B.P., dette vita al primo esperimento di scoutismo italiano: i “Boy Scouts della pace”, che avevano per distintivo un giglio bianco in campo azzurro.Anche a Genova il prof. Mario Mazza, con la collaborazione dell’inglese dr. James Richardson Spensley (che aveva anch’egli conosciuto B.P.), promosse lo scoutismo (Mario Mazza, educatore di profonda fede cattolica, assieme ad alcuni universitari ed un sacerdote aveva fin dal 1905 riunito dei ragazzi per l’attuazione di un metodo attivo, in un gruppo chiamato “Gioiosa”): nacque così l’Associazione dei “Ragazzi Esploratori Italiani”, che si sviluppò in Liguria ed in altre città italiane (Firenze, Napoli, ecc.).Quello che molto probabilmente è stato il primo campo scout italiano, fu realizzato nell’estate del 1914 nel Deserto di Cogoleto, a Savona. Seguirono altre esperienze, come i Ragazzi Pionieri di Perucci a Milano, i Giovani Esploratori Cattolici Italiani di Udine, “l’Enelpi” dei fratelli Fossati, ecc. Nell’ottobre 1912 il prof. Carlo Colombo avviò il Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani che ebbe l’appoggio del Governo e delle strutture scolastiche, per la sua impostazione eminentemente aconfessionale, “laica”, perseguita anche oggigiorno.Nel 1916 il conte mario di Carpegna, personaggio di primo piano del mondo cattolico, dopo un viaggio in Inghilterra dove conobbe personalmente B.P., fondò la prima associazione scout cattolica italiana, che si chiamò appunto A.S.C.I. (Associazione Scautistica Cattolica Italiana) e della quale fu posto a capo: ben presto l’A.S.C.I. fu approvata dalla Santa Sede.In essa confluirono subito le “Gioiose” liguri di Mazza.L’A.S.C.I. si sviluppò su tutto il territorio nazionale e giunse a contare migliaia di iscritti.Il fascismo, dopo la conquista del potere, non poteva rimanere insensibile al problema dell’educazione della gioventù e non poteva neanche tollerare che altri lo facessero al di fuori della sua filosofia e dei suoi fini.Si aprì un insanabile contrasto con la Santa Sede, che difendeva il diritto primario dell’educazione cattolica della gioventù; ma si dovette por fine all’attività dello scoutismo cattolico italiano, per poter salvare altre iniziative educativo-religiose, forse meno appariscenti degli scouts, ma altrettanto importanti, anche per la loro capillare diffusione.L’A.S.C.I. fu soppressa dapprima nei centri con meno di 20 mila abitanti, insieme alla soppressione anche del G.E.I. (R.D.L. n. 5 e 6 del 9 gennaio 1927), e poi in tutto il territorio nazionale (R.D.L. 595 del 9 aprile 1928).Seguirono quindici anni di silenzio (quelli della cosiddetta “Giungla Silente”), interrotti da alcune iniziative scout “clandestine”, che permisero fin dal luglio del 1943 di riprendere il cammino interrotto.Con la fine della guerra l’attività scout riprese infatti vigore e dal 1945 in poi il metodo scout è andato in Italia perfezionandosi in tutti i suoi aspetti e specializzazioni.N el 1943, accanto alla risorta Associazione scout cattolica maschile (ASCI), sorse anche l’Associazione cattolica femminile di Guide (AGI: Associazione Guide Italiane).Per circa 25 anni l’A.S.C.I. e l’A.G.I. crebbero e si svilupparono in tutta Italia, affinando i mezzi di attuazione del metodo di Baden Powell e curandone una sempre più precisa applicazione.Negli anni intorno al 1968, il profondo rinnovamento della società italiana ed ecclesiale di quel periodo produsse all’interno del Movimento Scout una serie di innovazioni e di esperimenti, alcuni felici, altri meno felici.Anche il rinnovamento ecclesiale, conseguente al Concilio Ecumenico Vaticano II, contribuì notevolmente a ridefinire i ruoli e l’impegno dei cattolici.La crisi dell’associazionismo degli anni ’70 ha dato poi una ulteriore spinta al processo di cambiamento delle organizzazioni giovanili.Da questo processo non sono state escluse le nuove ideologie politico-sociali che hanno inteso trovare nella libertà di coscienza la nuova via da percorrere dei cattolici e nelle decisioni assembleari ogni verità: come vedremo tra poco, tale processo di cambiamento ha portato, per quel che riguarda in particolare la associazioni scouts, ad una serie di degenerazioni e di alterazioni dello spirito originario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: BLOG UFFICIALE del GRUPPO SCOUTS PESCARA 2 FSE - @ Copyright 2020 - Tutti i diritti sono riservati.