Crea sito

Scoutismo Europeo

Scoutismo Europeo

• Scoutismo Europeo. L’ idea di un’Europa comunitaria nasce dalla consapevolezza che alla luce di culture diverse ci sono gli stessi valori. L’Europa è un fatto del tutto originale nella storia del mondo e le sue radici, che sono radici cristiane, sono profonde e antiche e sono ancora vive nel cuore e nella vita dei popoli e delle comunità che costituiscono l’Europa di oggi.”L’identità europea è incomprensibile senza il cristianesimo, e proprio in esso si ritrovano quelle radici comuni dalle quali è maturata la civiltà del vecchio continente, la sua cultura, il suo dinamismo, la sua intraprendenza, la sua capacità di espansione costruttiva anche negli altri continenti; in una parola tutto ciò che costituisce la sua gloria” (Giovanni Paolo li, 9111182).L’idea di una grande comunità europea sovranazionale ha origini non lontanissime; è infatti con il superamento degli esasperati sentimenti nazionalistici, dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, che essa si concretizza. La storia dirà che una sparuta pattuglia di uomini politici lungimiranti, quali De Gasperi, Adenauer e Schuman, ha dato avvio a quell’Europa che lentamente va stringendo sempre piú i suoi legami. II sogno è uscito dal cassetto dei progetti , ma il progetto non è ancora definitivamente realizzato: spetterà probabilmente ai nostri figli parlare e ragionare europeo, come successe ai figli dei coloni della grande marcia verso il West parlare e ragionare americano.

• Le origini. In questa prospettiva e con questi sentimenti nel cuore nasce, fin dal 1952, a Vienna, l’idea di uno scautismo che superasse le frontiere di ogni paese: tuttavia la prima associazione ebbe vita vegetativa per eccesso di monolitismo e per mancanza di spirito religioso. Dieci anni dopo nasce in Francia il movimento di ispirazione cattolica delle Guide e Scouts d’Europa, che al comune sentimento europeo e di fratellanza, unisce quello di devozione assoluta alla Chiesa e alla Cattedra di Pietro; sentimenti questi che parevano vacillare in tanti ambienti del mondo cattolico, anche a motivo delle ideologie contestatrici che si erano infiltrate in tutte le organizzazioni ed in ispecie in quelle giovanili e cattoliche. Tale crisi fu viva anche in Italia ed ebbe i suoi segni sia nel clero che nel laicato. Si cercò di porvi rimedio con riforme e rapide trasformazioni, ma non si ottenne l’effetto di ricucitura sperato; le lacerazioni lasciano sempre dei segni profondi. Lacerazioni dolorose furono provocate nell’ambiente cattolico da ecclesiastici, di cui molti furono sconfessati dalla Chiesa: è il caso, ad esempio, di don Franzoni e di altri che, con la loro sconsiderata azione ribelle, trascinarono nelle braccia di movimenti fortemente politicizzati moltissimi giovani impegnati nell’azione sociale ed ecclesiale.

• II ’68 e lo scoutismo. Anche gli scouts non subirono sorte migliore. Fino al 1968 circa le due associazioni degli Scouts e delle Guide (A.S.C.I. e A.G.I.) danno di se l’immagine di associazioni strutturate, disciplinate, leali verso la Chiesa e verso la società. Nel decennio successivo la situazione cambia, anche a causa di grandi avvenimenti esterni quali il Concilio, la contestazione giovanile e, a livello associativo, una gestione assembleare dell’associazione. Molti capi si impegnano direttamente in azioni politiche e di partito, parlano, agiscono, firmano manifesti accanto a forze sindacali e politiche coinvolgendo il movimento scout e impegnando i ragazzi loro affidati (spesso semplici lupetti) in manifestazioni, feste di partiti politici marxisti, occupazioni, picchettaggio di fabbriche, ecc. Quanto alla posizione nei confronti della Chiesa si riscontra dappertutto un affievolimento della dimensione “soprannaturale” dello scautismo a favore di quella “sociale”. Molti gruppi si pongono in opposizione alla cosiddetta “chiesa istituzionale” e in lotta aperta contro parroci e vescovi.II Metodo Scout e perfino la stessa vita all’aria aperta (accusata di far evadere dai problemi della società) vengono contestati da ogni parte e, di fatto, non piú messi in pratica o completamente stravolti. A tutto ciò si aggiunge il problema della “coeducazione”: fino al 1968 le due associazioni degli Scouts e delle Guide erano vissute in Italia completamente separate, quasi ignorandosi l’una con l’altra. In quegli anni molti capi, spesso molto giovani e senza alcuna preparazione, iniziano numerose “sperimentazioni” di attività miste fra ragazzi e ragazzi e di Unità interamente miste.

• Gli anni ’70. All’inizio degli anni ’70 la situazione è la seguente: ci sono gruppi che, abbandonata l’uniforme e la vita all’aperto, si polarizzano sull’attività sociale giungendo a perdere ogni identità scout; altri scorgono nel messianismo marxista la proposta piú concreta di impegno politico e guardano con simpatia ai movimenti della sinistra extraparlamentare; alcuni rifiutano la dimensione ecclesiale dell’associazione ritenendo che la crescita di fede sfugga alla competenza educativa diretta del movimento e appoggiano le contestazioni alla Gerarchia, proprie di alcune comunità del dissenso cattolico; altri infine si lanciano in avventate esperienze di coeducazione, dando vita ad Unità miste senza la presenza di capi preparati e con pericolose velleità di indiscriminata parità tra i sessi. In questo clima si giunge nel maggio 1974 allo scioglimento dell’A.S.C.I. e dell’A.G.I. e alla nascita dell’Agesci (“Associazione Italiana Guide e Scouts Cattolici”) basata sui nuovi principi e di conseguenza con uno statuto e con dei documenti di base completamente diversi da quelli dell’ASCI e dell’AGI. Basti dire che il primo atto che il Consiglio Generale dell’Agesci compie è un attacco al Cardinale Poletti e un pronunciamento a favore dell’ex abate Franzoni.

La nascita degli “Scouts d’Europa” in Italia. Il clima ora descritto aveva provocato diverse reazioni: alcuni Gruppi Scouts si erano allontanati dall’Associazione, altri vi erano rimasti dentro nel vano tentativo di riportarla sui suoi binari e ai suoi fini originari, altri ancora erano “censiti” ma di fatto vivevano completamente isolati, evitando accuratamente rapporti ed incontri con altri Gruppi ed Unità. Erano sorte un po dovunque piccole associazioni scouts locali. Il 14 aprile 1976 alcuni capi romani di Gruppi indipendenti o di fatto autonomi, che non condividevano più lo spirito ed i contenuti che si erano andati creando ed avevano del resto visto inutile e frustrato ogni tentativo di “modificare le cose dal di dentro”, dando vita all’ ASSOCIAZIONE ITALIANA GUIDE E SCOUTS D’EUROPA CATTOLICI. L’intenzione originaria era quella di proseguire lo spirito e l’impegno dello scautismo cattolico con alcuni Gruppi. Ma l’esigenza sentita dai romani era la medesima di molti altri Gruppi di varie regioni (parecchi dei quali sganciati da ogni associazione); e cosí, quello che doveva essere il sodalizio di pochi, ristretto alla sola città di Roma, divenne una vera e propria associazione nazionale, estesa su tutto il territorio italiano e con regolari rapporti e riconoscimenti federali.Volendo infatti che i componenti dell’Associazione si sentissero uniti ed inseriti in un contesto internazionale, ed avendo riscontrato gli stessi intenti (impegno di apostolato cattolico, di fedeltà al Magistero della Chiesa e al metodo originario Scout) nelle altre associazioni membri della “Federazione dello Scautismo Europeo” fondata in Francia nel 1962, l’Associazione Italiana aderí alla Federazione stessa.

•. I riconoscimenti degli “Scouts d’Europa”. Il 12 marzo 1980 la “Federazione dello Scautismo Europeo – Unione Internazionale delle Guide e Scouts d’Europa” è stata ufficialmente riconosciuta con statuto consultivo dal Consiglio dei Ministri d’Europa, con il parere favorevole dell’assemblea parlamentare europea.L’ASSOCIAZIONE ITALIANA GUIDE E SCOUTS D’EUROPA CATTOLICI è stata riconosciuta l’l1 febbraio 1982 da S.E. il Cardinale Vicario Ugo Poletti. Successivamente diversi Vescovi hanno riconosciuto l’Associazione, sia con riconoscimenti scritti e sia con la nomina ufficiale degli Assistenti. Attualmente l’Associazione è presente in 72 Diocesi. Con Decreto del Presidente della Repubblica del 18/3/1985 n. 240, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 133 del 7/6/1985, l’Associazione ha poi ottenuto il riconoscimento dello Stato Italiano..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: BLOG UFFICIALE del GRUPPO SCOUTS PESCARA 2 FSE - @ Copyright 2020 - Tutti i diritti sono riservati.